venerdì 18 aprile 2008

Tarli


Ieri piangevo. Carlotta e Daniela cercavano di consolarmi. Adriana mi abbracciava.
Oggi una persona a me molto cara per consolarmi mi ha detto questo: devi pensare che noi siamo dei tarli, buchiamo il legno dove siamo e una volta scomparsi il buco resta, la nostra traccia non scompare anche se non ci siamo più.
Tra tutti quelli che mi hanno confortato in questi giorni dicendomi quello che già so, che tutti sappiamo, che è la vita, che funziona così, che nulla ha un senso, che comunque poi passa, che la vita va avanti, questa storia dei tarli è quella che mi ha convinto di più.
Mi piace pensare che nel legno lasciato da Anna Maria i buchi non siano dei vuoti, ma siano pieni di lei.


Nella foto: Alberto Burri, Grande legno G59, 1959, legno, acrilico e combustione su tela, 200 x 185, Roma, Galleria nazionale d’arte moderna

1 commento:

pinovit ha detto...

E tu, Sveva, quei buchi li hai riempiti con il ricordo, l'affetto e l'amore.
E' grazie a persone come te che essi non rimarranno mai vuoti, ed il legno dell'albero della vita vivrà per sempre.